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15 apr 2008

O cîr un titul / Cerco un titolo




9 commenti:

Anonimo ha detto...

ora ci penso....
Mandi Jaio!
Chapucer

Anonimo ha detto...

buongiorno dolcissimo...:)
ti auguro splendida giornata... spero che chapucer ti aiuti..io sono negata in queste cose...
:)
mi raccomando..fai il bravo.. a dopo...:)
la tua partenopea...

Anonimo ha detto...

p.s., sono solo tentativi...

L'occhio sbarrato
nel cerchio della perla.

oppure:

Madre occhio in perla che guarda.

:-)

Capucine

Rainwoman ha detto...

Io lo intitolerei "Intra-Vista"...

Jaio ha detto...

L'idea dell'introspezione mi sembra raggiunga l'idea di partenza perché cosí era a quel momento. La conchiglia venne dopo.Quasi come per camufflare l'idea.Come se non volessi rivelare che una sola metà di mé sbarrando con pudore l'altra parte. La conchiglia, era prima apparsa dal lato convesso, come se fosse una maschera ma la parte interna era più bella e allora l'ho girata per farla vedere. In quel modo, lo sguardo andava nella conchiglia ma si fermava li e basta. Ho sempre avuto la mania dei buchi. Mi servono spesso di scappatoia come se volessi andare dietro la tela o scappar via da dove mi trovo. Era dunque normale di farci un foro per metterci la perla dell'occhio che cosí puó avere la stessa luce dell'altro visto che non si trova più nell'ombra della conchiglia. Lo scuro del fondo mi pare aumenti il contrasto e renda lo sguardo inquietante anche se é sereno ma anche l'effetto parabolico della conchiglia contribuisce a far andar lo sguardo negli occhi che sono fatti all'aerografo. Per far tenere la conchiglia, la posizione normale delle dita mi sembrava troppo semplice sopratutto che la mano non poteva tenerci dentro e la conchiglia non era più la maschera ma il contrario.Allora ho fatto un tre con le dita. Come se i due occhi e la conchiglia fossero obbligati di stare insieme. Oppure come se volessi dire le tre emme:
La mano, la materia e la mente.
In verità, dovevo anche rompere le linee verticali che mi cadevano giù e mi son salvato con le due punte dei triangoli fatti con le dita che in questo caso sembrano gridar vittoria:-)
Ma tutto nasce per caso da un piatto di terracotta che stava là su una mensola da qualche mese vicino a un lavandino con uno specchio nel quale, per lavarmi le mani, mi guardavo negli occhi.
Cose che non succedono più perché adesso mi guardo solo al computer e vi leggo facendomi la barba e i capelli ringraziandovi per il vostro bel riflesso:-)

Giulia ha detto...

jaio...scuse dal ritard eh eh
io lo chiamerei "acqua salata". so che magari non c'entra niente però io, se fosse uno dei miei quadri, lo avrei chiamato così!
mandi mandi
Giulia

Profondoceano ha detto...

Vista marina...

Verità Segrete e Misteri Irrisolti

Jaio ha detto...

Whaou, che bello:-)

Anonimo ha detto...

Hasta la vista!;-)

hehehe!
Capucine