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7 lug 2008

Sonetto del buco promesso

Il quadro si trova al primo piano del museo D'Orsay a Parigi
Albert Mérat era un poeta e scrittore conosciuto per le sue conquiste femminili e forse, la sua fama era stata fabbricata come si suole ancor fare oggi a Hollywood per non far sapere la verità. Comunque, nella primavera del 1872 s'era un po lasciato andare nel criticar Verlaine e Rimbaud che non si nascondevano di mostrar le loro tendenze gay. Il fatto é che anche Mérat era gay ma non voleva farlo sapere ed aveva appena scritto un libricino intitolato Idolo e dove tutte le bellezze d'una dama erano cantate in sonetti come : Sonetto della fronte, sonetto degli occhi, sonetto del sedere e... . E cosí i due decisero di scrivere una parodia di un sonetto da aggiungere all'Idolo con la firma di Mérat. Come se l'avesse fatto lui. Per quelli che non lo sanno, in francese l'espressione Trou du cul (Pronuncia trù dü cü) si usa anche per insultar qualcuno. Un pó come noi diremmo testa di cazzo:-) Altra info: L'oeillet sarebbe il nostro garofano ma a quell'epoca era anche il sinonimo di ano.
Per la storia c'é anche un'aneddoto. Il pittore Fantin Latour che frequentava gli stessi posti, fece un quadro dove Albert Mérat doveva sedersi a destra del tavolo ma Meràt non si fece più vedere perché non voleva trovarsi con Verlaine e Rimbeaud che si riconoscono insieme sulla destra. Allora Latour decise di mettere un vaso di fiori al posto di Mérat (Che per fortuna non sono dei garofani:-)
Lo stesso anno Renoir dipingeva Vue de Bougival e Claude Monet faceva i Lilas au soleil due volte.
La prima parte é di Verlaine, la seconda parte é di Rimbaud (2x3)



Le sonnet du trou du cul
Obscur et froncé comme un œillet violet


Il respire, humblement tapi parmi la mousse


Humide encor d’amour qui suit la fuite douce


Des Fesses blanches jusqu’au cœur de son ourlet.


Des filaments pareils à des larmes de lait


Ont pleuré, sous l'autant cruel qui les repousse,


À travers de petits caillots de marne rousse


Pour s’aller perdre où la pente les appelait.


Mon Rêve s’aboucha souvent à sa ventouse ;


Mon âme, du coït matériel jalouse,


En fit son larmier fauve et son nid de sanglots.


C’est l’olive pâmée, et la flûte caline ;


C’est le tube où descend la céleste praline :


Chanaan féminin dans les moiteurs enclos !


Il sonetto del buco del culo
Scuro ed arricciato come un garofano viola
Respira umilmente nascosto tra la schiuma
Umida ancor damor che segue la dolce fuga
Delle chiappe bianche fino al cuore del suo orlo

Dei filamenti come le lacrime di latte
Hanno pianto sotto l' alquanto crudel che lo respinge
Attraverso i piccoli grumi di marna rossiccia
Per andarsi a perder dove la discesa li chiamava

Il mio sogno s'abboccó sovente alla sua ventosa
La mia anima del coito material gelosa
Ne fece il suo lacrimatoio fulveo e il suo nido da singhiozzi

E l'oliva in deliquio ed il coccolato flauto
E il tubo dove scende la celeste pralina
Cana femminile dall'umidezza recinto


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6 commenti:

Anonimo ha detto...

devi sistemare l'audio, Jaio!
;-)
capucine

Anonimo ha detto...

Grazie per avermelo fatto notare. Lo tolgo. Buona notte.
Jaio

Anonimo ha detto...

l'ultimo verso è potente!
Mandi jaio
C.

Anonimo ha detto...

Bonjour et merci d'être passé sur mon blog Melly melo et d'y avoir déposé un comm.que je comprends maintenant en voyant votre blog ....un fan de Verlaine et de Rimbaud ...belle poésie érotique n'est ce pas ?
A bientôt ....
Cat

Atelier Sommarti ha detto...

Cap: Ne metteró presto qualche altro.
Cat: Tout le plaisir est pour moi. A bientôt.

Jaio Furlanâr ha detto...

Grazie in anticipo se aggiungete un vostro commento prima di andarvene.
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