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18 gen 2010

Flame di flôrs / Fuoco e fiori


Si puedarès scrivi le conte di une letare che a brusave cun tun macet di rôsis. Cui vevie scrite le letare e mandât lis rôsis? Parcé brusavino?


Si potrebbe scrivere la storia di una lettera che bruciava con un mazzo di rose. Chi l'aveva scritta e chi aveva mandato le rose? Perché bruciavano?
Posted by Picasa

7 commenti:

Anonimo ha detto...

quando le rose bruciano
l'aroma si fa più intenso...
può essere pericoloso.

Capucine

Jaio Furlanâr ha detto...

Appunto, sarà l'ultimo piacere:-)

Anonimo ha detto...

Non so se sei più entrato in Cjargne Online.
Oggi , con il Mac , non mi segnalava virus , così ho fatto una capatina.
Spero mi passi la febbre , così domani vado a lavorare non mi stresso e non Ti stresso.
Insomma , Giorgio ha annunciato che chiuderà il forum , dato che pensa che sia quella la parte infetta.
Io ne sono certo che è quella.
Gloria , che probabilmente ci riesce a entrare pure Lei , già gli dispiace.
Giorgio tenterà di salvare il sito , che è veramente fatto bene e va salvaguardato e nn importa aggiornarlo , a questo punto e tenterà , appunto , cancellando il forum e son perfettamente d'accordo.
Mi domandavo se non potevi ingegnarTi Tu a creare un angolino per sti Cjargnei.
Da parte mia prometto che mi lego i deets se si tratta di politica.
Mandi.
Sax.

Jaio Furlanâr ha detto...

Sax, quello che deve fare Giorgio, se proprio non ce la fa col virus é di chiudere il forum e poi rifarne un'altro nuovo. Logico no?
Grazie per il pensiero ma ho abbastanza occupazioni.

Anonimo ha detto...

pensant a lis tantis letaris ca si son scrits Sibilla Aleramo e Dino Campana, mi è vignude in ment une poesie su lis rosis, dopo o provarai a voltale par furlan
Mandi
DoneBete

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P. S. E così dimenticammo le rose.


(per Sibilla Aleramo)

Jaio Furlanâr ha detto...

Done Bete, ce ben che tu le âs tirade fûr!

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

Domandine assai intriiganti...
E mentre cercavo di scrivere un mio commento, ho letto la poesia di Sibilla Aleramo e... beh, più e meglio di così, che potrei mai scrivere, io?

Mandi, Jaio!
luciana - comoinpoesia.com
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