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02 feb 2010

Opera di Parigi


Sotto il governo di Georges Pompidou, André Malraux, ministro della cultura, decise di spendere cualche milione per  dare ordini ai suoi amici pittori tra i quali Chagall che poi rifiutó di farsi pagare( Forse per le polemiche che aveva suscitato la sua pittura).
Comunque, mentre Pompidou faceva costruire l’orribile cubo di vetro chiamato centre Pompidou, dando a Renzo piano l’occasione di farsi una carriera, Malraux fece cosí ridipingere il soffitto dell’Opera da Marc Chagall. Sembra che’ il risultato sia ancora oggi contestato da tutti. 
Aspettiamo un nuovo presidente che lo faccia togliere per far vedere l’originale fatto nel 1874 dal pittore Lenepveu?
In ogni caso, tutto il resto dell’edificio continua sempre di attrarre. Sia per la sua architettura che per I suoi spettacoli.
Lo sapevate ?
-         Il padre di Jean-Paul Belmondo, é lo scultore che negli anni 60 restauró le sculture e rifece la scultura della Danza di Carpeau.
-         Sotto l’edificio, facendo le fondazioni arrivarono in un grande pozzo che poteva compromettere la costruzione ma fu deciso di mantenerlo perché non si poteva più cambiare di posto.L’architetto  Garnier, decise di fare un bacino di cemento armato e di costruirci sopra l’Opera. Sembra che ancora oggi si vada a fare i controlli delle fondazioni in barca e che l’acqua sia di buona qualità poiché ci sono dei pesci ed ipompieri, in caso d’incendio avranno acqua a volontà.
-   L'opera oggi non si chiama più Opera Nationale o Opera de Paris ma Opera Garnier
    Questo, da quando Mitterand ha fatto costruire l'opera Bastille.

Vedi anche il soffitto del Verdi di Trieste 

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Jaio,
sêstu stât al Museo d'Orsay?
Gae Aulenti che à curât chestis oparis:
1980/86 - Parigi: Riqualificazione della Gare d'Orsay (Laloux) e allestimento del Museo d'Orsay
1982/85 - Parigi: Allestimento del Museo Nazionale d'Arte moderna presso il Centre Georges Pompidou

je nade a Palaçûl dal Stele. So mari a ere mestre e je a è nade achì ma no à mai vivût in paîs. So pari l'ere un funzionari dal Ufici dal Regjistri a Tisane.

Mandi
DoneBete

Jaio Furlanâr ha detto...

Si, o soi stât. O vevi fat ancje un post tal estât 2008 A si jere in 6 ma chei âltris e son lâts a fâ lis vetrinis.
Mandi

Anonimo ha detto...

Gae Aulenti ?
Forte , una sera era stata invitata da Fabio Fazio a "Che tempo cge fa".
da architetto di grido penso , senza dubbi , che sia di sinistra , ma non sopprotava il sarcasmo acido di Fazio.
L'ha trattato per quello che è , e gli ha schicciato in volta una indifferenza che solo una donna con i coglioni riesce a lanciare.
Ora che so che le radici sono Friulane riesco a capire come si è comportata.
Sandro.

patrizia ha detto...

dio nus vuardi dai archites,
soredut chei di mode.
jo o soi pe architeture tradisional furlane, che puare fate di claps e len.
conserven al friul furlan
e manden i archites a fa su le lor putanadis di atris bandis.

maman

patrizia

DoneBete ha detto...

Gae Aulenti non ha radici friulane, anzi ha tenuto a precisare:
"Le racconto del progetto del libro dedicato alle donne del Friuli Venezia Giulia e lei accetta di esserci solo se ci sarà l'occasione per chiarire una volta per tutte che non è d'origine friulana. "Dobbiamo precisarlo. Continuo a leggere cose che non sono vere. Non sono friulana d’origine, né lo sono per cultura. Sono nata a Palazzolo dello Stella e ho passato i miei primi cinque anni a Latisana. Tutto qui.» dice brusca, abbassando i grandi occhiali tondi e neri. «Si può dire che si è originari di un posto quando se ne ha assimilato la cultura, ma la mia formazione è milanese. Ho frequentato le scuole in Piemonte e poi a Firenze, i miei genitori sono calabresi», chiarisce, lasciandosi andare però ad un bellissimo ricordo del Tagliamento, vivido come può essere solo quello di un imprinting naturale. E a riportarla in Friuli c’è stata anche l’amicizia con un altro grande dell’architettura contemporanea, l’udinese Gino Valle ..."

Il Comune di Palazzolo una quindicina di anni fa le conferì la cittadinanza onoraria (ero consigliere e fui io a stilare ciò che venne scritto sulla pergamena) però lei non venne mai a ritirarla.

Mandi
Giovanna

Jaio Furlanâr ha detto...

Forsit la Gae e à pôre che se le cjapin par furlane il so lavôr al vâl di mancul. Dutcâs, al é il risultât ch'al conte. Il so disden o le sô supierbie a i varès podût puartâ alc di plui se ju vès lassâts de bande.

exanba ha detto...

Il luogo dove nasci crea imprinting.
Mi domandavo come mai non conoscevo nessuno di noto che fosse nato dalla Stella.
Dovrebbe essere noto che in Italiano i fiumi son da considerarsi femminili.
Nn si dice il But , ma la But , oppure la buona maestra delle elementari a Tolmezzo mi dava nozioni errate.
No ho mai sentito considerare femminili i fiumi , ma so che è così .
A quanto pare dalla Stella è nata la Gae.
Se poi vuole considerarsi Calabrese , il problema razziale e genetico è suo .
La Stella gli ha dato i talenti che ha , senza dubbio.
Arroganza e distacco sono molto sex in una donna , quindi piacciono.
Non è una rossa compromessa come Botta , Calatrava o Piano , si salva.
Dio , a me piace l'archittetura del Ventennio , che ha fatto scuola ed è stata copiatissima , ma non si può dire.
Inquanto alla Signora Bete , per la Stella e l'imprinting ci sentiamo sul Suo blog appena ho tempo.
Mandi mandi.