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16 mar 2010

Gastronomia a gastro economia



Aventuris gastronomichis o 'n vin vudis. Dal Napoletan di Udin al napoletan di Vignêsie.
Chel di Udin al jere dome un tic masse rumorôs cu le television impiade ducj a scuignivin cridâ par sintîsi. ma pal rest, al jere avonde potabil (Via Manin). Invezit chel di Vignêsie la
Conchiglia. No us al racomandi par nuie.
Pensait: O ordenais spiedins crodint di vê amancul trê ma o in vês dome un par 10€. S'al fos dome chel a nol é nuie ma impirâts cun riguart, juste cinc piçui tocuts di pès, cinc piculis bocjadis e nujâltri a part un cuart di vin a 11€.
O ordenais un risot e a us rive dome mieç par 15€. O ordenais ne salate e no us rive nuie.
Duncje, o spietais par viodi il cont.Velu achi: 101€. Tal cont ancje le salate che no vês vut
e, 6€ di cuvierts e...10,80€ di siervizi! Naturalmentri o fasarês un scandul ma tal ristorant o sarês di bessoî parcé che di sigûr ducj a lu savevin ch'a son lazerons mancul vualtris.
Ma par fortune che i venezians a no son ducj compagns. Il plui zenuin al é il ristorant Ai 40 Ladroni. Un non da fâ pôre. Se po o vês let in tune vuide che un dai prins proprietaris al jere un parint di Rasputine, cuant che o sês drenti, o fasarês forsit come che copie di inglês che si jerin jevâts par lâ vie  cuant che an sintût il camarir discuti di balon cul cogo. A crodevin che a si barufassin! Finalmentri a son restâts e da ce che o ai viodût, e an gjoldût tant che nô i sîs plats di cichetins (Achi on viodês 4) e il rombo cun dut ce ch'al và ben cun lui par 75€ in doi.L'indiriz lu viodês sul mûr. Chel âltri invezit o no us al doi che se veramenti o volês fâsus mâl.Ma o lu cjatais su internet.

Qualche avventura gastro-economica? Dal napoletano di via Manin di Udine
ci sono ritornato per via che alla chiusura, nel pomeriggio aveva accettato di servirci ancora un caffé. Abbastanza bene ma niente di straordinario. Buona la polentina per dessert composta da crema al limonde su una specie di panettone leggero. Poco raccomandabile per le orecchie sensibili perché c'é sempre la TV accesa con pubblicità compresa e per intendersi, il personale e la padrona devono sempre gridare.
Invece dal napoletano di Venezia tutto differente. Musica soffice tra il silenzio delle sedie vuote. Solo il cameriere, per farsi simpatico ti propone gli spiedini e poiché non ti propone nient'altro chiedi anche un'insalata e un risotto con frutti di mare.
Ecco lo spiedino. Uno solo con cinque pezzettini di pesce ben infilati per non farli cadere che si manda giù in esattamente cinque bocconi aspettando il riso. Uf, il mezzo riso, il riso amaro, il riso che ti lascia con la tua fame. Allora dai, consoliamoci con un dessert poiché l'insalata non arriva. Totale: 101€. Nel conto, anche l'insalata mai ricevuta. Errore? Se il ristorante fosse stato pieno, direi forse, ma eravamo solo in due e allora, visto le povere porzioni dei piatti e l'alto prezzo richiesto, si ha da fare di sicuro a dei professionisti
della fregatura.Evitate allora la Conchiglia ed andate invece à 20 minuti di là all'indirizzo scritto sul suo muro: Ai 40 Ladroni. Un nome da far paura e forse da non raccomandare per via che uno dei padroni dell'osteria, molti anni fa era parente con Rasputine!
Invece, no, qua tutto é buono e non c'é niente da buttar via, neanche il parlar franco e schietto del cameriere che prende in giro anche il bebé che piange nella sala vicina.
Si incomincia con una cichetteria e cioé un assortimento delle piccole cosette trovate al mercato del pesce al mattino. Sei piatti in tutto. Poi se vi rimane posto, prendete anche un rombo ai ferri e la bottiglia di vino sarà finita. Per 75€, uscirete col sorriso a smaltire il piacere avuto con la passeggiata tra le calli, i ponti, i canali e qualche turista perduto che lí al nord cerca un'uscita.


4 commenti:

DoneBete ha detto...

Mandi Jaio,
tal TG satiric "striscia la notizia" e an mandât in onde un servizi sui ristorânts venezians ...
"Il sempre lindo e di bianco vestito Moreno Morello apre il servizio da una scuola di veneziano per stranieri. Questa scuola si rende necessaria perché, come spiega il professore, "se una persona va in centro a Venezia e ha la cadenza veneziana o sembra veneziano risparmia molti soldi". E al tg sono arrivate molte segnalazioni in questo senso. Turisti e residenti, a Venezia per studio o lavoro, molto spesso vengono penalizzati per il loro accento. Per verificare che fosse davvero così Moreno ha convocato tre gruppi: uno giapponese, uno ciociaro e uno veneziano. Li ha mandati negli stessi ristoranti chiedendo a tutti di consumare le medesime pietanze. Risultato: i veneziani spendono 120 euro, i giapponesi 144.50 euro. In un secondo ristorante i veneziani entrano per primi e spendono 60 euro, dei clienti ciociari per gli stessi piatti 70 euro, i giapponesi 76.70 euro. Infine, in un terzo ristorante, il gruppo formato da persone del posto spende 77 euro, i giapponesi ne sborsano 90 e i ciociari 109..."

Jaio Furlanâr ha detto...

Osti! O vuei ben crodi! Le prosime vôlte o scuegnarai dî cualchi monade in venezian ancje se chei dal ristornat a son napoletans:-)

DoneBete ha detto...

Chei di "Striscia la notizia" e an ancje becât chei che fasin i biliets pal vaporet ca si "cunfundin" a da il rest ai turiç,

http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/
accusati-di-peculato-i-bigliettai
-dell%E2%80%99actv-incastrati-da-striscia/1770439

Jaio Furlanâr ha detto...

Joi, alore le prossime vôlte o monti sul vaporet cence paiâ:-)