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04 mar 2010

Il Cadel dal dí / La poesia di Vittorio Cadel





Dongja il foghêr

Indurmidida
Su la poltrona
A sta la nôna
Cu la corona
Sbrissada iù

Ma Pieri e Jacuma
In tun cjanton
Uví di scuindon
Cul comedon
E an ben ce dî

Il pâri al pencula
Sul cjavedâl
E al à il gjornâl
Sot un stivâl
Cul cûl in sù

E cidinuta
Una bussada
Dada o robada
A si fâs strada
Tra chei doi lí

Il nôno al clupa
Su na cjadrea
La mâri a vea
Ma a ospedea
ch'a na pos pi

Una strucada
Cença fâ mot
Un pissigot
A si dan sot
Par no...Durmî

Infin il mici
Ca 'nd à na fissa
Dut al s'ingrîsa
Su la cinîsa
Rodolât sù

Flour di bagaia!
Ma bon signour
A fan l'amoûr
E beâts lôur
Magari jó

Vittorio Cadel (1884-1917) aveva studiato alle Belle Arti di Firenze e si destinava ad una carriera molto promettente come pittore, senonché, richiamato alle armi per la prima guerra mondiale, divenne aviatore...
Chissà quante poesie e pitture aveva ancora in testa quando sparí nei cieli della Macedonia! Una di queste é quella di oggi che per l'occasione mi son divertito a cambiare il posto dei versi per vedere che il suo ritmo rimane anche quando i versi non sono al posto d'origine.Da pittore, aveva lo stesso ritmo con le pennellate e, dopo aver visto Delacroix a Parigi il mese scorso , per me  Cadel gli era superiore...A parte nella scielta dei soggetti che forse era dovuto alla mancanza di clienti in Friuli che a quei tempi era una delle zone più povere d'Europa mentre Parigi, era già una delle più ricche.Il risultato é che Delacroix si trova in tutti i musei e Cadel solo in quello di Udine.

Traduzione nell'ordine di origine.
Addormentata sulla poltrona sta la nonna con la corona a penzoloni
Il padre pencola sull'alare ed ha il giornale a rovescio sotto lo stivale
Il nonno sonnecchia su una sedia, la madre veglia ma sbadiglia da non farcela più
Perfino il gatto morto di sonno diventa grigio raggomitolato sulla cenere
Ma piero e Giacomina, in un'angolo, di nascosto, col gomito, trovano di cosa dire
E silenzioso, un bacio dato o rubato si fa strada tra quei due
Una stretta senza fiatare, si danno un pizzicotto...Per non dormire
Fior di canaglia! Ma buon dio, fanno l'amore e beati loro. Magari io

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