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12 lug 2010

Pirateria e neutralità

Turchi e inglesi.
Nell'agosto 1915 il famoso Churchil fa sapere al governo turco che le due navi da guerra costruite a Plymouth da una società inglese e che la Turchia ha già pagato, saranno sequestrate e messe a disposizione del governo di sua maestà. Questo atto di vera pirateria spinge allora la Turchia ,che era neutra,  ad entrare in guerra a fianco dei tedeschi. 
Forse questa sarebbe la più grande gaffe di Churchill ma in verità, ne fece molte altre. Cocciuto come un mulo, si mette allora in testa di eliminare la Turchia e ne ordina l’attacco. Ma perde praticamente tutte le battaglie nelle Dardanelle e finalmente, esausti, gli inglesi e i francesi con tutte le loro truppe coloniali si ritirano sconfitti con 390.000 morti e feriti contro le perdite dei 250.000 turchi. Ma dove si ritira ? In Grecia che era pertanto neutra. Questo altro atto di pirateria fa di sicuro pensare ai tedeschi  che invasero il Belgio, neutro anche lui, per passare in Francia senza dover forzare la Linea Maginot che proteggeva la frontiera franco tedesca.
Turchi e israeleiani.
 Il mese scorso, Israele attacca le navi turche (Un paese neanche neutro ma piuttosto amico di Israele). Non le attacca in Turchia ma in alto mare e come fanno i pirati, ne prende il controllo e mette tutti in prigione per qualche giorno mentre controlla il contenuto delle navi e ruba tutto quello che gli pare e per esempio, per evitare che si veda perché o come ha ucciso nove persone, sequestra tutte le macchine fotografiche e cinematografiche dei giornalisti e dei passeggeri. Alle protestazioni internazionali, Israele risponde che ha il diritto di difendersi che, come  sappiamo da sempre, equivale al dovere di attaccare ed ammazzare chiunque gli fa comodo in qualsiasi punto del pianeta.Eppoi, dice, i pacifisti erano armati, e mostra i bastoni e le fionde con i quali, dall’alto mare, i pacifisti pensavono di attaccare Israele...

Come nel 1915, la Turchia incomincia ora a simpatizzare con la Russia sebbene la Russia, in cambio di chissà cosa, firma le sanzioni contro l’Iran alle quali era sempre contraria.
 E adesso? Adesso, continuerà come prima. Solo che i curdi avranno istruttori israeliani per tutti gli attentati da commettere contro i turchi. Cosí, se il primo ministro Erdogan non tace, gli fanno saltare le palle. Almeno che, con l’invasione dell’Iran che sta per incominciare a partire dall'Azerbadjan, la Turchia non si senta obbligata di rinnegare la sua appartenenza alla Nato e alla sua amicizia con gli USA. Come ha già tolto a Israele la sua amicizia e ha rifiutato di firmare le sanzioni contro l’Iran, di sicuro che nel prossimo avvenire sapremo chi sarà più pirata.Gli Azeri, essendo da molte generazioni specializzati nei ratti di donne da destiare alla schiavitù sessuale, con tutto il petrolio che hanno, troveranno di sicuro qualcosa da fare anche loro.
 Pensavo cosí, viaggiando sù e giù lungo la linea Maginot questo WE andando in Svizzera.
Visitate la Linea Maginot ", c’é scritto sui cartelloni lungo l’autostrada. Davvero, non mi sentivo di visitare queste tombe allineate dal Lussemburgo in giù che tra l’altro, mi chiedo, come mai la Francia ne vada tanto fiera allorché non hanno servito a niente.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma Churchil mica ha attaccato la Grecia... la cosa ricorda più la neutralità della Spagna e la nostra Olterra ancorata di fronte a Gibilterra...

Jaio Furlanâr ha detto...

Appunto, metto l'accento sugli atti di pirateria comune per non dire dichiarazioni di guerra e la neutralità che puó convenire secondo gli interessi. Esempio: il Libano non ha votato ne per le sanzioni né contro le sanzioni contro l'Iran...Perché sà già cosa gli puó capitare dal suo vicino Israele.
Più che tutto, vorrei dire che se La Turchia é uno dei pochi paesi che non é mai stata invasa da nessuno, non vuol dire che nessuno ci ha provato o che qualcuno non ci proverà ancora.In quanto a sapere se l'invasione di un territorio sia una dichiarazione di guerra, dipende solo se l'invaso s'incazza o se tollera perché non ha la forza di reagire o perché facendolo cosí gli conviene.